Storia

Tutto nasce una sera tra amici, in seguito a discussioni e racconti sulla settimana appena trascorsa.

Seduti sul pontile in riva al lago di Caldonazzo c’erano: Alessia Campestrini, grafica detta “La Svergola”, Charlie Libardi il Barman, Ivan Trentini tronista venditore di sogni e poesie, detto “Cripton”.

In disparte, come al solito, a chiacchierare ed a tessere contatti internazionali sull’ asse Italo- Olandese , io,  Lorenzo Morelli,  il narratore.

Ad un certo punto il caldo si fece particolarmente intenso; l’aria veniva da Trento ed uno dei tre, non ricordo chi,  disse: “Ci vorrebbe qualche cosa da bere!”.

Alessia esclamò: “Uno Spritz!”

– Sì! – dissi io – Un Valsuganaspritz!  – e a quell’uscita scoppiò una grassa risata generale.

– Certo – ribattei io, piccato –  Voi ridete,  ma pensate  se noi lo facessimo con le erbette aromatiche raccolte da Alessia, un po’ di zucchero, degli aromi naturali che procura Ivan dal Nonno,  poco alcool, quel tanto da fargli raggiungere al massimo gli undici gradi … e, naturalmente,  il colore sarà arancio in onore della Regina d’Olanda.

E qui scoppiò un’altra risata, coronata dal commento di Ivan : “Capo ma ti te sei Mat!!!”.

Questa è la breve storia di come è nata l’idea del Valsuganaspritz, ora non ci restava altro che trovare un “pazzo” che producesse questa strana bevanda, che doveva essere il più possibile Trentina.

Trovammo due matti di Piacenza, i signori  Giarola e Casalini,  il primo ha la mamma di Cavalese, una Gilmozzi – ecco la parte  pazza trentina – che credettero nel nostro progetto.

Le bottiglie, ovviamente, sarebbero state prodotte al Cirè di Pergine dalla Vetri Speciali ex Nord Vetri dove un tempo lavorava un nostro caro amico Lino Perzen Mottesi detto “Boza”.